Porta Elisa News

Fallimento Lucchese, i conti non tornano

sabato, 6 luglio 2019, 16:37

di fabrizio vincenti

I conti sono stati resi noti nei giorni scorsi dai quotidiani cartacei, che hanno attinto dai documenti presenti in tribunale: la Lucchese Libertas 1905 srl fallita lunedì scorso ha cumulato circa 339mila euro di debiti verso i fornitori. Debiti che il curatore fallimentare Del Prete avrà notevoli difficoltà a restituire, come in ogni fallimento che si rispetti. A scorrere l'elenco dei creditori, però, qualche numero lascia dubbi e perplessità 

A partire dai 70 euro (avete letto bene: 70) vantati da Ottavio Viaggi, il vettore che ha portato in giro per tutta Italia i rossoneri e che nei mesi scorsi (in occasione della trasferta di Cuneo di febbraio) aveva minacciato di fermarsi nel caso in cui non venissero pagati almeno i nuovi viaggi. Un atteggiamento che fa a pugni con un credito nominalmente di soli 70 euro. Due spiccioli. E in effetti la nota azienda di Borgo a Mozzano conferma a Gazzetta Lucchese di dover ricevere ancora oltre 7100 euro. Stesso discorso per la Lucca Carta, presente per soli 72 euro. Anche in questo caso, i titolari tra cui Moreno Micheloni, fanno presente che il credito è di oltre 11mila euro. Ma le incongruenze non si fermano qui: investono, per esempio, la cifra dovuta alla Libertas Femminile, la società a cui era stato "appaltato" il settore giovanile rossonero come confermò Arnaldo Moriconi durante l'audizione alla commissione comunale sulla Lucchese. Ovviamente in cambio di contributi alle spese di gestione. A bilancio figurano circa 19mila di debiti, i responsabili, pur non specificando la cifra, fanno pesente che l'importo è decisamente più elevato e che il tutto è dimostrabile tramite una scrittura privata. E assicurano che le fatture, a un certo punto, già lo scorso anno, prima dunque dell'arrivo di Aldo Castelli, non venivano regolarizzate e la loro emissione è stata bloccata proprio per evitare di dover pagare anche l'Iva relativa in assenza di incassi. Tutti casi che lasciano qualche incertezza sul reale ammontare debitorio della società. E su cui Del Prete dovrà provare a fare luce. 

Interessante anche il confronto con i debiti verso fornitori al febbraio 2018, quando la fotografia contabile fu depositata in Camera di Commercio a margine della cessione della società a Lorenzo Grassini. Sono comunque tanti i creditori che, nonostante si sia succedute tre gestioni, quella fugace di Grassini stesso, quella di Città Digitali tornata al ponte di comando, e quella di Aldo Castelli, non hanno visto diminuire di un euro i propri crediti, per quanto la massa debitoria sia passata da 435mila euro a, come detto, 339mila: dunque poco più di 100mila euro in meno, sempre che  la matematica non sia una opinione. 

E' il caso di Biscuit (3446 euro), di Fonte Azzurrina (5136), di Geonova (952), di Susy Ragghianti (1570) e molti altri: oltre un anno di gestione non hanno portato il decremento nemmeno di un euro del credito. Tutto bloccato. Va addirittura leggermente peggio a Check Service, che ha però continuato a fornire servizi e che passa da circa 30mila a poco più di 32mila, mentre Maresca Viaggi decresce da 18mila euro a 14mila e Omnia Sport da circa 6300 a 2400. Spairsce il credito dell'Hotel Appennino, sede del ritiro 2017-2018, mentre nel conteggio depositato in tribunale ecco oltre 13mila euro del Ciocco per l'ultimo raduno, che da più parti era stato assicurato essere stato regolato. Stabile Telnet che rimane intorno ai 3500 euro di credito. Va decisamente meglio a Città Digitali che un anno e mezzo fa vantava 122mila euro di crediti, ora non più presenti almeno nell'elenco dei creditori depositato in tribunale. 



caffè bonito

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