Porta Elisa News

La parola ai tifosi

domenica, 23 agosto 2020, 14:26

di diego checchi

Antonio Capriotti è un tifoso storico della Lucchese che ci tiene a dire la sua sul momento rossonero. La Lucchese, per la sua famiglia, è una ragione di vita, una cosa a cui non si può rinunciare e la curva è il suo habitat naturale.

“Questa Lucchese mi sembra che stia lavorando bene, stanno facendo le cose come vanno fatte.

Innanzitutto l’iscrizione senza patemi al contrario degli altri anni e poi anche per l’agibilità dello stadio hanno lavorato bene, adesso aspetto il progetto di ristrutturazione che dovrebbe essere presentato a breve ed è sicuramente una cosa importante. 

Insomma, sono partiti in sordina ma piano piano hanno riconquistato la fiducia della città”.

 

Cosa pensa del mercato?

“A livello di squadra, per ora gli acquisti mi sembrano positivi, la politica di avere giocatori giovani di proprietà mi sembra giusta e può portare buoni frutti. Sono convinto che un giovane come Convitto possa essere il nuovo Bortolussi.

La rosa va completata ovviamente, ma come dice giustamente Deoma è meglio aspettare settembre per piazzare i colpi più interessanti. E poi se la società si conferma seria come sta facendo vedere, i giocatori verranno di corsa qui a Lucca”.

 

Questa stagione inizierà con gli stadi chiusi al pubblico…

“Il problema degli stadi è penalizzante soprattutto per le piccole realtà di provincia. 

E non ha senso tenere chiusi gli stadi se posi si permettono gli assembramenti fuori dagli stadi come si è visto a Spezia dopo la finale dei play off. 

Mi rendo conto del problema Covid ma in fondo penso che dobbiamo imparare a convivere con questo virus, quindi prendiamo tutte le precauzioni necessarie ma apriamo gli stadi ai tifosi, il calcio senza tifosi non ha senso, il calcio nasce per quello”.

 

A quale girone vorrebbe partecipare la prossima stagione?

“A me piacerebbe un girone tosco-emiliano e centro, con squadre come Cesena, piuttosto che il Girone A delle ultime stagione con liguri, piemontesi e lombarde”.

 

Da quanto tempo segue la Lucchese?

“Seguo la Lucchese dai tempi di Melani, ero piccino e andavo con mio padre in curva, sempre nello stesso settore in alto a destra, lato tribunagma e quindi spero di ritornarci presto perché il bello di seguire la squadra della tua città non può prescindere dalle emozioni che si vivono allo stadio. La Lucchese è una passione di famiglia che si tramanda di padre in figlio e in nipote, pensate che mio padre era uno dei 6000 di Ferrara e mio figlio Lorenzo è dall’età di 4 anni che viene allo stadio sia in casa che in trasferta, ha fatto anche il raccattapalle l’anno che aveva frequentato il camp con Fanucchi e Mingazzini e da quest’anno andrà a giocare nella scuola calcio della Lucchese”.




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