Porta Elisa News

L'intervista: il nuovo difensore Panariello si racconta

martedì, 25 agosto 2020, 10:06

di diego checchi

Il telefono squilla e dall'altra parte c'è Aniello Panariello, il nuovo difensore della Lucchese, che si racconta al nostro quotidiano online sia come giocatore che come uomo e soprattutto fa capire come sta vivendo i primi giorni in rossonero. 

Come si è trovato con i nuovi compagni di squadra? 

"Molto bene, conoscevo già diversi di loro e mi hanno aiutato da subito a farmi sentire parte del gruppo. Si vede che hanno vissuto una bellissima annata". 

Quali sono state le sensazioni i primi giorni di lavoro dopo questo inedito lungo stop dovuto alla pandemia? 

"I primi giorni sono stati duri perchè era tanto che eravamo fermi, anche se ognuno di noi ha sempre cercato di mantenersi in allenamento. Le difficoltà ci sono state soprattutto i primi due o tre giorni e personalmente mi sono sentito un pò arrugginito ma più passa il tempo e più mi sento meglio".

Ha avuto modo di visitare già la città di Lucca? 

"Purtroppo non ho avuto ancora tempo di visitarla. Mi fa da "cicerone", Michel Cruciani, che mi sta insegnando un pò di cose . Mi parla spesso di come è la città e il rapporto che la squadra ha con il pubblico. Con Michel ci conosciamo dai tempi del Siena e mi aiuterà velocemente a capire ed apprezzare questa città".

Che tipo di campionato sarà quello che inizierà il prossimo 27 settembre? 

"Penso che sarà un campionato molto duro con tanti turni infrasettimanali che metteranno alla prova le squadre soprattutto dal punto di vista della tenuta fisica. Mi aspetto un campionato veramente tosto".

Dopo aver visto il gruppo della Lucchese è ancora più convinto della scelta che ha fatto? 

"Sì, l'ho fatta da subito con convinzione appena c'è stata la possibilità. Da avversario è una piazza che mi ha sempre colpito per la difficoltà per gli avversari hanno di giocare su questo campo. Perciò gli avversari troveranno pane per i loro denti".

Che cosa pensa degli stadi senza pubblico e dell'eventualità che ciò possa proseguire anche in questo campionato? 

"Ho giocato una sola partita senza pubblico poco prima della chiusura dei campionati. E' stato stranissimo. Avere il pubblico aiuta ad avere stimoli e motivazioni. Spero che si riesca ad aprire almeno una parte dello stadio. Capisco che sarà difficile mantenere il distanziamento ma mi auguro che ciò possa essere fatto almeno con una piccola parte di pubblico".

C'è o c'è stato un difensore a cui si ispira di più di altri? 

"A 32 anni idoli ormai non ne ho più ma quando ero più giovane mi ispiravo a Guglielmo Stendardo sia come giocatore che come uomo". 

Quando ha capito che il calcio poteva diventare il suo lavoro? 

"Ho fatto tutto il settore giovanile nell'Empoli e sarei stato già contento, per l'esperienza vissuta in quel periodo, anche se non fosse diventato il mio lavoro. Ma ho avuto la possibilità importante di fare il professionista ed ho sempre cercato di mantenere professionalità ed una categoria come la Serie C".

Se non avesse fatto il calciatore professionista, cosa avrebbe fatto nella vita? 

"Sicuramente avrei continuato gli studi, che poi ho comunque terminato con la laurea magistrale nel 2019 in management e governance". 




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