Porta Elisa News
sabato, 26 settembre 2020, 08:07
di diego checchi
Manca poco più di ventiquattro ore al primo impegno ufficiale e a chi scrive un po' di pathos viene: è veramente tanto che la Lucchese non disputa una partita ufficiale. L'ultima è stata il 23 febbraio scorso contro il Ligorna con il gol di Pasquale Iadaresta che ha poi sancito la promozione in Serie C. Poi c'è stato il lockdown causa covid, la riconferma di mister Monaco, la costruzione della nuova squadra e un lavoro.
Scongiurato il rischio sciopero dei calciatori, finalmente si può dire che la Lucchese alle 17,30 di domenica scenderà in campo al Porta Elisa contro la Pergolettese. L'unico rammarico che abbiamo adesso è che la partita è a porte chiuse e che i tifosi non potranno entrare allo stadio. E' vero, forse ci siamo anche un po' assuefatti a questo tipo di calcio senza cori e senza tifosi e senza quella spinta che solo il pubblico ti può dare, è un calcio diverso, è un calcio che non ci piace. Un passo avanti però lo abbiamo fatto.
La Lucchese inizia una nuova cavalcata che sarà lunga, tortuosa, magari piena di insidie ma anche di soddisfazioni. Saranno 38 partite da vivere intensamente che dovranno portare la Lucchese a disputare un campionato dignitoso e pensare che l'obbiettivo principale è la salvezza per poi magari divertirsi con qualcosa di più.
A nostro avviso, questa squadra ha dei valori ben marcati e ha tutte le potenzialità per far bene. Poi sarà solo il campo a dare il giudizio definitivo, ma la società, secondo le sue possibilità, ha fatto tutto quello che ha potuto ed ha portato a casa acquisti di ottimo spessore, uno su tutti Flavio Bianchi, un giovane di cui ne sentiremo parlare.
E allora tuffiamoci nel campionato, iniziamo a capire i pregi ed i difetti delle avversarie e confrontiamoci. Già questo è un punto di partenza rispetto a qualche mese fa quando pensare di giocare un match sembrava una chimera. Prendiamoci tutto quello che di buono c'è pensando solo positivo e per favore non buttiamo il cappello per aria al primo errore o alla prima sconfitta, perché così non si costruisce niente.
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