Porta Elisa News : il commento

Lucchese, c'è bisogno di sognare

mercoledì, 19 gennaio 2022, 15:25

di alessandro lazzarini

La Lucchese ottiene il quinto pareggio consecutivo e fallisce ancora l'opportunità di compiere il salto di qualità attestandosi più saldamente nelle posizioni playoff. Alla luce di quanto la squadra riesce a esprimere sul campo i pareggi con Imolese, Pistoiese, Grosseto e Carrarese, tutte squadre surclassate dai rossoneri sul piano del gioco, lasciano diversi rimpianti per una formazione che, al di là delle aspettative della vigilia, fatto il confronto con le antagoniste pare davvero attrezzata per un torneo ben più ambizioso di quanto stia esprimendo la classifica attuale. Certo, rispetto alla sequenza di zero a zero stavolta la Libertas ha riportato indietro alla prima parte della stagione le lancette del suo equilibrio, risultando straripante in fase offensiva, benché poco concreta, ritrovando Fedato imprendibile sulla fascia, Semprini a inventare giocate imprevedibili e Belloni ad apportare dinamismo e fantasia, ma subendo gol pressoché ogni volta che l'Imolese si è avvicinata alla porta difesa da Coletta.

I romagnoli, tuttavia, a dispetto della posizione in classifica, annoverano uno dei migliori attacchi e una delle peggiori difese del girone, pertanto è presto per dire che le pantere abbiano perso la solidità difensiva e ritrovato il potenziale offensivo, anche perché oltre ai gol realizzati, come al solito ne sono stati sbagliati molti altri in modo talvolta perfino grottesco. Venendo alla squadra, l'assenza di Eklu si è forse fatta sentire nell'efficacia del recupero palla e nella capacità del centrocampo di supportare l'attacco, mentre la scelta di proporre Visconti e Frigerio come mezz'ali apporta dinamismo, ma certo con questo schieramento contro squadre più fisiche e rognose dell'Imolese si potrebbe avvertire la mancanza di centimetri. In sostanza non esiste nella rosa attuale un giocatore con le caratteristiche del senegalese, ma anche allo stato attuale vi sono soluzioni per rimpiazzarlo facendo ricorso al gioco, varianti peraltro già sperimentate se consideriamo che tutto sommato Eklu, fra scelte di formazione di inizio stagione e assenze al termine del girone d'andata, con la maglia rossonera ha giocato una manciata di partite.

Rimanendo alla questione della cessione del centrocampista, forse l'argomento più significativo sul fronte Lucchese in questo momento è l'umore degli ormai pochi tifosi rimasti attaccati alle vicende della pantera; una vittoria avrebbe potuto portare un po' di ristoro ad un momento che potremmo semplificare in una sintesi di questa fattispecie disfattista: "Abbiamo venduto il miglior giocatore per due lire a una squadra sconosciuta, per sistemare l'attacco stiamo prendendo in prestito dal Pisa una riserva della Pistoiese, il progetto stadio ormai è naufragato, la società non ha una lira, non ci sono ambizioni, questa squadra non ha futuro". Il fatto è che in ballo non c'è la perdita di un giocatore, l'acquisto di un altro o la costruzione di uno stadio; in ballo c'è il tema della speranza, ovvero del sogno di un futuro che non sia inevitabile mediocrità. E' per questo che anche le parole di Russo, che racconta di una cessione legata a irremovibile volontà del calciatore, hanno poca importanza, perché il valore simbolico di ciò che sta accadendo è che la Lucchese attuale non ha la forza imprenditoriale di costruire un futuro con qualche ambizione, che inevitabilmente passa per la capacità di trattenere i giocatori migliori, quanto meno quando non vengono chiamati da categorie superiori.

Il punto è che il calcio è diventato questa roba qua, un mercato senza principi valoriali, quindi dal nostro punto di vista non c'è niente da rimproverare alla società dal punto di vista gestionale, se non forse di non essere una compagine di milionari pronti a sperperare, sempre che questo sia un merito e non una colpa: è stata costruita una buona squadra che si batte con orgoglio, dimostra impegno e sfoggia un bel gioco. Quello che ci sentiamo di dire però è che società e opinione pubblica dovrebbero in qualche modo ricostruire una narrazione che consenta ai tifosi di nutrire qualche minimo sogno, perché sembrano un po' tutti appiattiti e rassegnati a questo calcio-contabilità, ma ciò che tiene attaccati i tifosi a questo gioco è la passione irrazionale e forse sarebbe bene non dimenticarlo. Altrimenti qualcuno ci spieghi che senso avrebbe star dietro alla Serie C.




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