Porta Elisa News

Biato: "Lucca rimarrà per sempre nel mio cuore"

mercoledì, 24 aprile 2024, 14:57

di gianluca andreuccetti

Lavorare in silenzio per ottenere successi. Anche personali. Questo sembra essere il segreto di Enzo Biato, personaggio che ha dato tanto alla Lucchese. Prima a fine anni '90 nelle vesti da calciatore e poi da preparatore dei portieri, tra il 2015 e il 2019, accompagnata da una breve parentesi nel 2021. Un uomo che esercita con grande passione il ruolo che ricopre: "Il mio obiettivo è lasciare qualcosa ai ragazzi che alleno". Enzo Biato, attuale preparatore dei portieri del Pontedera, ha rilasciato un'intervista ai nostri microfoni. Ecco le sue parole.

Come sta andando l'avventura al Pontedera? 

Per merito della società, di mister Canzi e del suo staff anche quest'anno abbiamo centrato il traguardo dei playoff. Oltre al risultato sportivo, va detto che il Pontedera sta mettendo in vetrina diversi giovani interessanti.

Un giudizio sulla stagione dei portieri amaranto? 

Sia Stancampiano che Ciocci sono stati vittima di due gravi infortuni. Sono soddisfatto invece del campionato disputato da Vivoli, un classe 2001 con ampi margini di crescita. Un ragazzo che si sta meritando questa categoria.

La Serie C si sta rivelando un palcoscenico interessante per diversi giovani...

Assolutamente sì. Lo reputo uno step di crescita necessario. Rispetto al settore giovanile, in Serie C i punti pesano. Poi c'è anche lo stimolo di misurarsi con squadre importanti: Perugia, Cesena, Spal o Lucchese, per parlare del girone B di quest'anno. Difficile che un ragazzo, appena uscito dalla Primavera, riesca a trovare continuità in categorie superiori, come la Serie B.

Parlando sempre della terza serie, c'è un portiere che in questa stagione l'ha stupita?

Mi ha colpito molto Fortin, estremo difensore classe 2004 che quest'anno ha giocato con il Legnago, ma di proprietà del Padova. Altri nomi interessanti sono Ombra del Renate e Neri della Vis Pesaro, entrambi classe 2002. In generale, reputo che questo sia un ruolo molto complesso, dove a contare sia l'esperienza.

In Italia ci sono diversi estremi difensori interessanti...

A livello di tecnica e di preparazione, la nostra scuola non ha eguali. Il problema è che molte società preferiscono puntare su portieri stranieri, più strutturati fisicamente.

Che ricordi ha della Lucchese? 

Lucca è rimasta nel mio cuore. Una piazza dove ci sono tutte le prerogative per fare bene. Mi sono affezionato molto a questa città, tanto da aver scelto di viverci.

Durante la sua esperienza da preparatore dei portieri dei rossoneri, ha allenato anche Falcone...

Non sono per niente sorpreso dal suo percorso di crescita: si sta meritando la Serie A. Un estremo difensore dalle ottime qualità a cui mancava sola una cosa: credere nei propri mezzi. É stato bravo a sfruttare al meglio le proprie potenzialità.

A Lucca ha avuto l'opportunità di lavorare con Pagliuca...

Nei quindici giorni in cui ho lavorato con lui, ho visto un allenatore che ha le idee chiare e sa cosa vuole fare. La promozione con la Juve Stabia è il frutto di un ottimo lavoro da parte sua.

Parlando della Lucchese di questa stagione, un giudizio su Chiorra e Coletta? 

Entrambi sono profili di assoluto livello. Sia negli anni precedenti che quest'anno, Coletta ha dimostrato di essere un portiere di assoluta affidabilità. Chiorra è un ragazzo giovane e interessante, che deve fare anche il definitivo salto di qualità.

In cosa è cambiato il ruolo del portiere ?

Rispetto al passato è maggiormente coinvolto nel possesso palla, in particolare nella partenza dal fondo. Rispetto a una volta, il ritmo si è velocizzato e le traiettorie sono diventate più insidiose. Anche gli allenamenti stessi sono cambiati: oggi, per fare delle simulazioni di gara, il portiere deve allenarsi con almeno una porta, all'interno di dimensioni simili a quella di un'area di rigore.

Obiettivi? Ambizioni future? 

Nella mia carriera da preparatore, ho avuto la fortuna di allenare in Serie A e in Serie B. Il mio obiettivo adesso è semplicemente quello di dare qualcosa ai ragazzi che alleno.




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