Rubriche : romanzo rossonero

Ciao Alessandro

martedì, 10 settembre 2019, 09:30

di emanuela lo guzzo

Un punto guadagnato o forse due punti persi per i rossoneri a Borgosesia, paesino della Valle alpina incastonato tra il nulla, il Sesia e il niente che conta 12765 abitanti, un numero di poco inferiore a quella che potrebbe essere la capienza reale ed effettiva del Porta Elisa di Lucca se solo nei fatti, a qualcuno di quelli deputati a contare, importasse davvero qualcosa della Lucchese, della sua casa o dei suoi tifosi presenti e coerenti anche qui nonostante i 340 chilometri e i 12 euro del biglietto del settore ospiti.

A tre mesi esatti dall’effimera salvezza conquistata a Bisceglie e dopo il baratro del fallimento, la luce in fondo al tunnel per la nuova Lucchese appare ancora un po’ sfuocata, ma è importante partire dalla certezza e dalla convinzione che la pazienza, il tempo, il lavoro e la fiducia in mister Monaco e nella sua truppa siano gli strumenti adatti per raggiungerla. A patto che società e squadra ricordino sempre che rappresentare la Pantera in giro per l’Italia – e a maggior ragione in un campionato dilettantistico - comporta responsabilità ben diverse da quelle alla buona dettate dalla selezione parrocchiale di quartiere.

La data dell’8 settembre, nella settantaseiesima ricorrenza dell’armistizio di Cassibile, della vergogna nazionale e del paraculismo storico, riflette tristemente la propria immagine nell’attualità del momento. Al modello di Badoglio and friends - paladini di sé stessi, esempi di doppiezza, tradimento del popolo e attaccamento alla poltrona - si ispira l’odierna società 2.0 che in modo trasversale, dalla politica al calcio, in ambito sia nazionale che locale, basa le proprie fondamenta sul malcostume del raggiro, del tornaconto personale, della sdoganata inadeguatezza e dell’ipocrisia.

Ma oggi, a far passare in secondo piano le vicende legate al campo e al risultato e le polemiche o le mute astensioni connesse a tutto il resto, c’è la notizia della tragica scomparsa di Alessandro, giovane sostenitore rossonero a cui va il pensiero commosso della tifoseria e di Gazzetta lucchese che si uniscono al dolore della famiglia, in particolare della moglie e dei suoi bambini. Davanti a un simile dramma, è doveroso fermarsi, avere rispetto e raccogliersi in un silenzio carico di vicinanza. Ogni perdita si porta dietro tanto dolore, ma quando succede che a mancare sia un ragazzo di trentacinque anni, papà di due bimbi di sei e sette anni, il nodo in gola si fa più grande anche in assenza di conoscenza diretta. Alessandro frequentava la Curva Ovest e le foto dei suoi bimbi insieme a Falcone e Lombardo al ritorno della squadra da Bisceglie il 9 giugno scorso, sono immagini che toccano ancora di più la sensibilità dell’ambiente rossonero che, siamo certi, saprà dare ancora una volta prova della sua grande umanità. Proprio chi scrive è testimone del calore e del grande cuore di cui è capace la Ovest, del suo saper condividere sinceramente e attraverso azioni concrete le altrui difficoltà. E sia pur nella sofferenza e nella disperazione, sentirsi stretti dall’affetto incondizionato che arriva da più parti, può rappresentare - nel suo piccolo - rifugio, balsamo e conforto.

Un saluto ad Alessandro, uno ai suoi genitori perché sopravvivere a un figlio è un qualcosa di lacerante, una carezza ai suoi piccoli ometti costretti a crescere senza il loro papà e un abbraccio alla moglie Federica affinché trovi, tra le lacrime, la forza e la serenità di andare avanti nonostante tutto.



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