Rubriche : pompey calling

Matthew Bazell: "Coronavirus, i club inglesi di terza e quarta divisione sono in grossi guai"

lunedì, 27 aprile 2020, 09:29

di pablo galligani

Matthew Bazell, un nostro caro amico il quale abbiamo avuto il piacere di incontrare di nuovo l’anno scorso a Portsmouth, è tornato oggi su Gazzetta Lucchese per rispondere ad alcune domande riguardo l’attuale situazione del calcio d’Oltremanica. Per chi non lo conoscesse Matthew è l’autore del libro “Theatre of silence, the lost soul of football” uscito per la prima volta nel 2008. Nel 2015 la versione in Italiano (la quale merita sicuramente dare una lettura) è stata presentata anni addietro a Lucca presso il museo sotto la curva ovest e si intitola "Stadi o teatri", Eclettica Edizioni. Matthew, da tifoso dell’Arsenal e vero appassionato di calcio, da anni porta avanti una battaglia contro la commercializzazione del football, denunciando tra l’altro il crescente costo dei biglietti e l’atteggiamento aggressivo degli stewards negli stadi. La sensazione dell’autore è che ormai le atmosfere chiassose e appassionate delle terraces inglesi, siano solo un ricordo. Proprietari americani, arabi, asiatici e russi sono ormai diventati i veri padroni della Premier League, il loro interesse è rivolto solo al guadagno ed il tifoso ai loro occhi non è altro che una macchina con cui fare soldi, attraverso il merchandising e gli esorbitanti prezzi dei biglietti. Lo chiamavano “the people's game”, il gioco del popolo. Lo è ancora? 

Matthew la prima edizione in inglese del tuo libro “Stadi o teatri? L’anima perduta del calcio inglese” è uscita nel 2008, ben 12 anni fa. Secondo te, cosa è cambiato durante questo lasso di tempo?

Dal 2008 le sono peggiorate fino al punto tale per cui credo che il calcio non abbia più un’anima da perdere. Il calcio moderno è un circo di avidità giocato per tifosi tranquilli che sono lì per essere intrattenuti, piuttosto che per sostenere la loro squadra. 12 anni dopo, i giocatori e i loro agenti stanno facendo soldi che sono distanti anni luce da quello che realmente valgono, i prezzi dei biglietti sono i salari di un giorno di lavoro e l'atmosfera allo stadio è addirittura peggiorata rispetto al 2008, il che non pensavo fosse possibile. Quindi, tutto ciò contro cui ho protestato nel 2008 è divenuto molto peggio. Per fare un esempio, prima i migliori giocatori guadagnavano sui 100k a settimana, adesso invece parliamo di cifre che vanno da 200k a 400k. Nel 2008, i migliori giocatori in circolazione venivano valutati dai 50 ai 70 milioni mentre ora stiamo parlando di 200-300 milioni. Crazy!

Ultimamente gli occhi di tutti sono puntati sul Nord-Est dell’Inghilterra, come giudichi l’acquisizione di un club storico e di tradizione popolare come il Newcastle United da parte del fondo sovrano di investimento dell’Arabia Saudita?

Il Newcastle, insieme a tutti gli altri club della Premier League, ha venduto la sua anima anni fa, quindi non credo che sia più importante. La maggior parte dei grandi club inglesi sono già proprietà di uomini d'affari stranieri. Mi aspetto che i nuovi proprietari del Newcastle sprechino centinaia di milioni di commissioni per trasferimenti gonfiati e salari, per giocatori sopravvalutati, ma ormai nel calcio è qualcosa di normale già da molto tempo. Le radici e l'anima del football sono morte ormai più di 20 anni fa, dal 1992 in poi, quindi non fa davvero alcuna differenza chi possiede cosa e che cosa ci fa. La versione del calcio che abbiamo ora è così lontana dall'essere il gioco popolare che vendere ad un saudita è molto in sintonia con quello che è il calcio moderno. Va anche sottolineato che il proprietario che vende, Mike Ashley, era un avido presidente inglese che ha malamente amministrato il Newcastle per anni. Essendo un grande club dovrebbero ambire al successo, ma sotto Ashley sono stati retrocessi ben due volte!

Diamo uno sguardo all’Italia. Qual è l’opinione dei tifosi inglesi nei confronti del calcio italiano al giorno d’oggi?

Penso che per la maggior parte delle persone il calcio italiano passi inosservato, ad eccezione delle squadre che competono in Champions League come Juventus e Napoli. La Seria A aveva un grande seguito in Inghilterra quando veniva trasmessa in chiaro negli anni '90 (adesso è su pay TV). La visione generale è che il calcio italiano sia più difensivo, quindi non così divertente. Al contrario, La Liga è molto popolare in Inghilterra perché le persone qui vanno pazze per il Real Madrid ed il Barcellona. Da un punto di vista personale, adoro il calcio italiano per via degli stadi e degli ultras. Ma adesso lo seguo poco perché ogni anno è la Juventus a vincere! Stessa cosa con il Bayern Monaco in Germania. Penso che sia molto deludente perché da due grandi paesi come l'Italia e la Germania ti aspetteresti una maggiore competizione.

Concludiamo con un tema attuale, il Coronavirus ha fermato “the beautiful game” in tutta l’Inghilterra e per questo motivo adesso molti club (specialmente nelle serie minori) devono fare i conti con problemi finanziari. Cosa succederà quando tutto questo sarà finito?

Il virus C-19 è un disastro economico per tutto il mondo e anche il calcio ne subirà le conseguenze. La realtà è che i club pagano ai giocatori salari esorbitanti, a seguito dell’entrata di milioni attraverso i prezzi dei biglietti e i soldi dai diritti televisivi. Ora ci troviamo in una situazione in cui il denaro non può essere generato dal nulla, ma i salari milionari da pagare ci sono ancora. Questa situazione manderà in rovina tutti quei club che non hanno proprietari miliardari. I club di League 1 e 2 sono in grossi guai.

 

 

 



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