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Gazzetta Lucchese al derby eterno

martedì, 14 dicembre 2021, 08:08

di pablo galligani

La rubrica Pompey Calling fino ad oggi ha sempre trattato di calcio inglese, tuttavia è arrivato il momento di ampliare ancora di più i nostri orizzonti ed andare alla scoperta di storie, luoghi, squadre e tifoserie europee che meritano sicuramente un’attenzione particolare. Il fine di questo breve pezzo, oltre ad essere quello di raccontare fatti e storie legate al calcio ed informare chi legge, è anche quello di consigliare a tutti gli eterni innamorati di questo sport (e di tutto ciò che gli routa attorno) eventuali destinazioni in cui è ancora possibile assaporare il football ad una certa maniera. Mi auguro quindi che quanto segue sia di vostro gradimento e che magari vi possa invogliare un giorno ad andare a visitare nuovi stadi e a vedere da vicino nuove tifoserie con delle storie tutte da scoprire.

Andiamo al sodo. Una settimana fa è andato in scena il Croatian Eternal Derby numero 229, la partita più sentita nel paese, uno dei derby più accesi dei Balcani in cui si confrontano/scontrano due tifoserie che in quanto a spettacolo hanno pochi rivali. Dinamo Zagabria vs Hajduk Spalato è un match che si vive soprattutto sugli spalti e dove si respira ancora un’atmosfera che in altre nazioni europee è andata man mano scomparendo, emblematico è il caso inglese. I luoghi di aggregazione e tifo per antonomasia, ovvero gli stadi, trasformati in theatres of silence come è accaduto all’Emirates Stadium (vedere per credere). Prima di raccontare quello che è stato vivere questo derby è interessante fare un focus sulle due tifoserie sopracitate, la cui rivalità rende così incredibile ed emozionante il derby. 

Partiamo dalla tifoseria di casa: i Bad Blue Boys sono il gruppo organizzato che dal 1986 segue le sorti della Dinamo, si posizionano nella tribuna nord ed il loro simbolo è un bulldog. Sono uno dei gruppi più conosciuti e temuti nei Balcani. Estremamente nazionalisti ebbero una forte voce in capitolo nell’indipendenza della Croazia dando un forte sostegno al fronte nazionalista. Sasha Podgorelec, un regista di Zagabria che ha girato un documentario proprio sui BBB affermò: “erano ben consapevoli della propria identità ed abbastanza coraggiosi da esprimere il loro desiderio per l’indipendenza della Croazia quando gli altri erano troppo spaventati per farlo”. Gli incidenti del 13 maggio 1990 proprio allo stadio Maksimir di Zagabria, tra i Bad Blue Boys ed i serbi della Stella Rossa, quest’ultimi guidati da un certo Zeljko Raznatovic anche noto come “Arkan”, furono il preludio della guerra che di lì a poco avrebbe travolto la Jugoslavia. Negli anni la tifoseria della Dinamo si è ripetutamente scontrata con l’ex presidente Zdrako Mamic, padrone assoluto della squadra e della federcalcio croata qualche anno fa fu vittima di un tentativo di assassinio, fortemente odiato da tutti è riuscito nell’impresa di unire i Bad Blue Boys ai rivali della Torcida dell’Hajduk Spalato in un’alleanza mai vista prima. Qualcuno si ricorderà le proteste durante Italia-Croazia nel Novembre del 2014 da parte degli ultras croati che causarono più volte l’interruzione della gara. La dirigenza della Dinamo rispose negando l’accesso al Maksimir ai BBB e cercando di creare un gruppo di tifosi “gradito”, i così detti Mamic Boys. Insoddisfatti della situazione nel 2014 i Bad Blue Boys hanno deciso di entrare a far parte del Futsal Dinamo (club fondato da appassionati di futsal e sostenitori della Dinamo) al fine di continuare la tradizione e mostrare a tutti il modello di un club di proprietà dei tifosi, portando in media circa 3000 persone ad ogni partita. 

Il rivale storico dei Bad Blue Boys è la Torcida Split, il gruppo ultras più antico d’Europa. Si potrebbero definire come i pionieri del movimento nel vecchio continente. Il nome “Torcida” deriva dal fatto che nel 1950 un gruppo di marinai dell'isola di Korcula si trovava in Brasile ed assistette al famoso Maracanazo. Impressionati dal tifo e dal calore dei sostenitori brasiliani una volta tornati in patria formarono la Torcida, utilizzando proprio la parola portoghese appresa in Sud America. Nei primi anni la Torcida non ebbe vita facile essendo mal vista dalle autorità. Vjenceslav Zuvela, uno dei membri fondatori, fu gettato in prigione ed il nome della Torcida per diversi anni venne bandito ovunque. L' Hadjuk è uno stile di vita per la Torcida Spalato. L'unica cosa con cui si identificano è il club. L'Hadjuk è una religione ed un'istituzione sociale. Basti pensare che la maggioranza delle azioni societarie è in mano ai tifosi e vengono passate di generazione in generazione. La Croazia è per lo più centralizzata e molte persone si trasferiscono nella capitale per l'istruzione e il lavoro. Gli abitanti di Spalato si sentono ignorati e questo è uno dei motivi per cui fanno sempre sentire i loro sentimenti attraverso la Torcida. 

Veniamo dunque a raccontare come è stato vivere da spettatore neutrale l’ “Hrvatski derbi”. La partita si è giocata a Zagabria, in una fredda sera di inizio dicembre ma in un’atmosfera, come avrete capito, sicuramente bollente. Il biglietto per la tribuna costa 100 Kune, circa 13 Euro, una sciocchezza. Lunghe code per entrare al Maksimir, stadio rimodernato ma totalmente scoperto, del resto qualche goccia di pioggia quando la temperatura si aggira intorno ai 2 gradi non può che rinvigorire. Gli steward provano a controllare i documenti poi qualcuno si stufa dell’attesa e si apre un varco verso i tornelli eludendo così i lunghi controlli. Il controllo del certificato vaccinale? Per favore non scherziamo, non siamo mica a Lucca. La Torcida si presenta in grande spolvero, circa 2400 tifosi hanno raggiunto la capitale e dopo pochi minuti dal fischio d’inizio mettono in scena una grande coreografia: la lettera D simbolo della Dinamo sbarrata dal simbolo del divieto e con sotto la scritta “Odio la Dinamo”. Messaggio forte, chiaro, diretto. I Bad Blue Boys sono compatti, saltano cantano, accendono fumogeni e sostengono la squadra con cori di pregevole fattura, non mancano ovviamente i saluti ai rivali con un banner con sopra disegnato un tifoso dell’Hajduk ingessato e visibilmente malmenato. Altro messaggio abbastanza forte. Il primo tempo si conclude a reti bianche e con poche emozioni. Al minuto 60 l’Hajduk passa in vantaggio con l’ex Inter ed Atalanta Marko Livaja, nativo di Spalato. La Torcida esplode ed inizia a lanciare di tutto dietro la porta, i BBB non si scompongono e colorano il settore con diverse bandiere ma la rabbia è tanta e si percepisce. A quindici minuti dal termine le 2 tifoserie si scatenano, inizia la Torcida accendendo decine e decine di torce, fumogeni e fuochi d’artificio lanciati tutti in campo davanti alla loro curva, I BBB non sono da meno e replicano costringendo l’arbitro a sospendere momentaneamente la partita. Al novantesimo l’Hajduk raddoppia ponendo la parola fine sul match. Dopo il triplice fischio in campo si accende la più classica delle risse, poi i giocatori vanno a raccogliere gli applausi da una parte e gli insulti dall’altra anche se i Bad Blue Boys cercano di incitare la squadra in vista della trasferta di Londra contro il West Ham (poi vinta dalla Dinamo). Lo stadio si svuota ed i bar all’esterno si riempiono di tifosi affranti ma niente che una buona birra, Ozuisko o Karlovacko, non possa curare.

Non c’è niente da fare, in queste situazioni si passa più tempo ad ammirare le tifoserie che la partita, la quale diventa un semplice contorno. Se volete respirare atmosfere che in Italia, almeno sugli spalti, sono sparite da diversi anni or sono e se volete godervi uno spettacolo che va aldilà del calcio, con due tifoserie che hanno una lunga tradizione ed una storia da raccontare, allora Dinamo-Hajduk è una delle partite che fa al caso vostro. Per tutti gli altri c’è DAZN. Cheers!



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