Rubriche : a mente fredda
venerdì, 16 settembre 2022, 08:35
di alessandro lazzarini
La terza Lucchese della stagione soffre fisicamente il Pontedera e non riesce a andare oltre il pari nel secondo impegno casalingo ravvicinato in pochi giorni. Maraia rivoluziona la squadra rispetto a quella vittoriosa contro l'Imolese cambiando quasi tutti gli uomini di centrocampo e modificando l'impostazione, schierandosi con un classico 4-4-2 in fase difensiva che girava verso il suo consueto 3-5-2 in fase di possesso palla attraverso le scalature di Bruzzaniti e Alagna. A sedersi in panchina sono Franco, Di Quinzio e Visconti, oltre a Merletti per la difesa, i calciatori che più avevano impressionato la domenica precedente, ed è chiaro che la mossa, così come le sostituzioni nel corso della gara, ha a che fare con la gestione delle forze di una squadra in cui molti elementi, oltre che piuttosto strutturati fisicamente, sono arrivati da un mercato condotto in ritardo e che quindi adesso scontano un deficit di preparazione. L'impressione, superficiale perché di fatto nessuno conosce ancora con certezza le gerarchie e gli uomini che l'allenatore ha eletto come titolari, è che i rossoneri in formazione tipo avrebbero potuto aver ragione degli Amaranto della Valdera e, sotto questo punto di vista, l'interrogativo che ci possiamo porre è se sia sempre opportuna una gestione pratica e orientata al futuro delle risorse impiegabili o se magari sarebbe stato meglio rischiare e avere maggiori probabilità di inanellare la seconda vittoria consecutiva, incidendo sull'entusiasmo di una piazza che è si depressa, ma riesce ad entusiasmarsi con poco. Sia chiaro queste osservazioni fanno parte del chiacchiericcio degli opinionisti che aggiunge sale al gioco del calcio, perché magari una simile scelta sarebbe stata scontata in futuro ed in definitiva rimane perfettamente comprensibile.
Comunque non è che i Rossoneri non siano apparsi in grado di vincere, d'altra parte le occasioni sono state tutte dei padroni di casa laddove gli ospiti hanno tirato in porta solo in occasione del gol, solo che hanno avuto poche possibilità nel farlo, nel senso che gli uomini di Maraia non sono mai stati in grado di dare continuità alla propria azione, probabilmente proprio a causa del ritardo di preparazione che rendeva più reattivi i giocatori del Pontedera, che pur senza creare occasioni hanno mantenuto per larghi tratti il controllo del pallone. In sostanza il gioco della Pantera si è snodato a folate che quasi sempre dimostravano il potenziale per far male agli avversari, anche perché la squadra risale il campo in verticale con una efficacia mostruosa attraverso le sponde dei due giganti impiegati in attacco.
Proprio la condizione atletica potrebbe essere anch'essa in qualche modo responsabile dell'incapacità di Bianchimano di sfruttare la clamorosa occasione in contropiede capitata poco prima della chiusura delle ostilità; apparso nelle due partite giocate uno degli uomini più indietro a livello atletico, già dalla metà del secondo tempo il numero 11 sembrava davvero sulle gambe, ma Maraia lo ha lasciato in campo fino alla fine, forse per accumulare minuti, tanto che nella circostanza è arrivato completamente stremato a tu per tu col portiere Granata sbagliando un controllo per lui piuttosto semplice. In altre parole quello che resta è la sensazione di due punti persi e un po' di possibile entusiasmo sperperato, ma anche l'impressione che la squadra abbia enormi margini di crescita e potenzialità interessanti.
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