Porta Elisa News

Lucchese, cosa va e cosa non va: un primo bilancio dopo le amichevoli

venerdì, 16 agosto 2013, 08:10

di diego checchi

È arrivato il momento di fare un primo bilancio di queste amichevoli per capire come sta crescendo questa Lucchese e analizzare dove c’è bisogno di migliorare.

Cosa va. Sicuramente, rispetto allo scorso anno, i giocatori in rosa denotano maggior personalità e anche la giusta cattiveria agonistica necessaria per raggiungere obiettivi importanti. Mister Pagliuca cerca sempre di privilegiare il gioco con palla a terra, perché questo modo di interpretare il calcio fa parte del suo credo tattico. La squadra, insomma, butta via la palla poche volte e se trova chiusa la prima giocata è pronta a ripartire anche dal portiere piuttosto che fare un giro palla in più per trovare poi il giusto sviluppo di ogni trama. A Rignano sull’Arno si è incominciato a vedere anche la giusta velocità di manovra e soprattutto la predisposizione, da parte dei due terzini, di spingere con continuità. Possiamo sottolineare che la Lucchese, sia a centrocampo che in difesa può dormire sonni tranquilli perché le alternative nei due reparti non mancano sicuramente, se teniamo conto non facevano parte della formazione titolare elementi come Angeli e Calistri, per non parlare del giovane Barretta e degli indisponibili Cola e Foresta, elementi di cui tutti parlano molto bene. A centrocampo, poi, sono rimasti fuori Lo Sicco e Rosaia, due elementi che non sono ancora stati tesserati (il primo è praticamente della Lucchese se non per piccolo problema burocratico, il secondo deve invece ancora decidere il suo futuro e se decidesse di restare sarebbe un gran lusso per la squadra guidata da Pagliuca). Sugli elementi che fin’ora sono partiti dall’inizio, sia in difesa che a centrocampo, gli aggettivi si sprecano perché Casapieri è una certezza, Espeche e Di Giusto come coppia centrale danno ampie garanzie e le sorprese più importanti arrivano dai terzini, classe ’94, Petrini e Terlino, due elementi forti sia in fase difensiva che in fase di proposizione. A centrocampo, Aliboni, Chianese e Nolè faranno certamente la differenza nel corso dell’annata perché il loro valore è al di sopra di questa categoria. In attacco, il punto fermo è Nazareno Tarantino che, a parte l’espulsione a Rignano che, onestamente, poteva essere evitata, è l’uomo da cui ci si aspetta il salto di qualità nelle giocate. I suoi cross perfetti, le sue punizioni e i suoi gol con quel sinistro magico saranno la ciliegina sulla torta per la Lucchese. Ci è piaciuto anche il grande lavoro che Caboni fa per la squadra, che non è la classica prima punta da area di rigore ma che svaria in modo da aprire gli spazi per i suoi compagni e il gol nell’amichevole di Rignano ne è stata la testimonianza: lancio di Di Giusto, controllo di Caboni sull’out di sinistra con l’attaccante sardo che è andato via sulla fascia e ha messo in mezzo per l’accorrente Lima che non ha avuto problemi a mettere in rete. Di Chiarelli si può apprezzare la grande energia e la voglia nel pressing sull’avversario. Inoltre, un plauso particolare va a mister Pagliuca, un vero martello pneumatico per i suoi ragazzi ed un grande conoscitore di calcio, soprattutto dal punto di vista tattico. È il giusto conduttore per una squadra che ha voglia far divertire i propri tifosi.

Cosa non va. Espulsioni come quella di Chianese nel match contro lo Scandicci e quella di Tarantino di ieri sera a Rignano sull’Arno non servono a niente. Questi episodi vanno, per così dire, isolati sperando che non si ripetano in campionato perché essere sempre in parità numerica è fondamentale. Questa squadra non dovrà cadere in provocazioni inutili, nel calcio si prendono e si danno ma poi si sta zitti e si accettano le decisioni arbitrali. Questo è un aspetto sul quale la Lucchese deve, a nostro avviso, riflettere. Dal punto di vista tattico, qualche perplessità la nutriamo in fase di non possesso. La squadra attacca con molti giocatori ma dopo si espone, quando perde palla, al contropiede avversario e questo andrebbe evitato. Come concetto, Pagliuca, non vuole che la sua squadra applichi la tattica del fuori gioco e quindi tende sempre ad abbassarsi molto senza però ricevere più di tanto l’aiuto dei centrocampisti che, magari, stanno ancora rientrando dopo aver condotto l’azione offensiva. Questi sono meccanismi che vanno trovati ma attenzione, perché la Lucchese in questo modo potrebbe esporsi troppo agli avversari e prendere gol. Fondamentale quindi, in questo caso, è farne sempre uno in più degli altri. In zona offensiva, poi, è evidente che manchi qualcosa perché Chiarelli è una buona alternativa e Caboni e Tarantino non possono sopportare da soli tutto il peso dell’attacco. La società quindi dovrà trovare un altro ’93 che possa essere il sostituto di Rosaia o giocare nel ruolo di mezza punta visto che Lima in questa posizione, nonostante i gol di pregevole fattura, va ancora troppo a corrente alternata. Sotto questo profilo, la società sta valutando Dall’Aglio che non è comunque ancora tesserato e non è detto che lo sarà. È anche possibile che si ritorni sul mercato per un altro terzino del ’95.

 

 

 




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