Porta Elisa News
mercoledì, 20 dicembre 2017, 12:21
di fabrizio vincenti
Per il momento si mettono di lato. Per il momento. Ma non escludono affatto di tornare alla carica se il gruppo di imprenditori pisani e non, decidesse di rendersi visibile. Ecco quanto sostiene l'avvocato Michele Coscia che torna a parlare dopo aver mandato all'aria il preliminare di accordo per l'acuisto della Lucchese, peraltro senza avere sganciato un euro ma senza nemmeno chiedere penali alla società rossonera.
"Che ci si creda o meno, ci siamo visti con Moriconi, stretti la mano e annullato il preliminare – spiega – era una situazione di cui si era perso il controllo. C'erano troppi elementi di segno contrario, a partire dalle dichiarazioni di Matteo Anconetani, poi l'intervento di Belardelli che ha suscitato sconcerto negli animi dei tifosi e le cui parole comunque non erano così compromettenti. E senza considerare la dura campagna stampa montata in questi giorni".
Belardelli vi ha contattati?
"Tra sabato e domenica abbiamo avuto un contatto indiretto, ovvero attraverso un imprenditore che era nella cordata e da lui conosciuto per altri rapporti imprenditoriali, non direttamente con me o Coscia. Probabilmente voleva riprovare a entrare dalla finestra dopo non essere riuscito a entrare dalla porta".
E voi?
Stavamo valutando se il suo inserimento poteva essere positivo o pernicioso: può essere un soggetto che porta denaro ma anche trascorsi un po' particolare. Quello che posso dire è che non c'era dietro, si è proposto nel fine settimana e ci si è ricamato sopra".
E guarda caso fa i nomi di tutti coloro che devono o dovevano entrare nella Lucchese.
"Non so dire perché abbia fatto questa uscita, so che mi ha chiamato Moriconi e detto che stava scoppiando il finimondo".
Perché lo avrebbe fatto Belardelli?
"Ha dato per scontato di avere in pugno la situazione, io comunque non l'ho sentito".
Perchè gli altri imprenditori dietro di voi non escono allo scoperto e solo Belardelli lo ha fatto?
"Non hanno piacere di comparire, la faccia in ogni caso ce l'abbiamo messa noi".
Perché non siete andati all'incontro con i tifosi al Museo?
"Guardi, eravamo io e Coscia al bar Celide, abbiamo parlato a più riprese con Moriconi che ci ha detto che non voleva venire e che era meglio se andavamo da noi. Non ci è pparso giusto, perché i tifosi volevano risposte da chi comprava ma anche da chi vendeva. A quel punto abbiamo rinunciato ma siamo rimasti al Celide sino alle 20,55 sperando in un ripensamento di Moriconi".
Ma per l'attuale società c'era l'amministrore unico Carlo Bini.
"Inutile nascordersi dietro un dito è Moriconi che possiede la Lucchese, è lui il deus ex machina".
E ieri cosa è successo? Avete pagato la prima tranche da 50mila euro?
"No, non l'abbiamo pagata. E' successo un caos e visto che non si placavano gli animi, abbiamo preferito andare verso un momento di riflessione".
Dunque siete ancora in pista?
"Siamo molto amareggiati, con Belardelli era solo un approccio, non eslcudo di riproporci se gli imprenditori pisani e non si renderanno disponibili a palesarsi".
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