Porta Elisa News
venerdì, 11 maggio 2018, 16:25
di diego checchi
Una conferenza stampa emozionante, piena di significati, di ricordi e di momenti da far strappare le lacrime. Oggi Nicola Mingazzini ha dato ufficialmente l’addio al calcio giocato in una sala stampa dello stadio Porta Elisa affollata. Insieme a tutte queste persone che ne hanno condiviso la sua vita calcistica e non, erano presenti anche i suoi genitori ed uno dei suoi figli, oltre ad alcuni suoi compagni di squadra di quest’anno, al responsabile dello staff medico Adolfo Tambellini insieme al massaggiatore Vannucchi ed insieme ad alcuni dirigenti della società come le due segretarie Marcella Ghilardi e Sara Pacini, il team manager Vanni Pessotto e ad Arnaldo Moriconi e Gianni Nannini. Accanto a Nicola Mingazzini su un'altra sedia c’era la sua maglia rossonera con il numero 8 ed il suo nome sulle spalle:”Voglio prima di tutto ringraziare la società che mi ha permesso di fare questa conferenza. Voglio ringraziare i miei compagni che sono qui e che mi hanno fatto emozionare, i miei genitori e mio figlio perché se sono riuscito a fare il calciatore è anche grazie a loro. Oggi siamo qui perché ho deciso di smettere con il calcio giocato”.
Ha già deciso che farà l’allenatore in futuro?
“Il pensiero è già da un po’ di tempo che va su questa cosa. Il difficile sarà cambiare atteggiamento. Doversi interfacciare con dei ragazzi che magari poco prima sono stati tuoi compagni di squadra. Dovrò capire da subito che le cose sono cambiate e lavorare per mettere sul campo tutto ciò che conosco del calcio. Non so da dove partirò avendo in questo momento il patentino per fare settore giovanile, il secondo in prima squadra e i dilettanti”.
Pensa di poter iniziare questa nuova fase della sua vita ancora in rossonero?
“Se il mio futuro sarà ancora qui ne sarò onorato. Spero di averne l’opportunità. Devo un grazie alla Lucchese anche perché mi ha permesso di giocare offrendomi squadra quando non ero più in auge”.
Quando ha deciso veramente di smettere?
“Già l’anno scorso ci pensavo. Poi ho voluto fare ancora un anno. Ma anche quest’anno i problemi di infortunio che ho avuto mi hanno fatto convincere che questa era la decisione giusta da prendere. Quest’anno ho avuto due infortuni gravi che non mi hanno permesso di giocare spesso. Adesso è il momento di lasciare il calcio giocato e lasciare il campo ai miei compagni”.
Che cosa le mancherà di più del calcio giocato?
“Mi mancherà lo spogliatoio soprattutto perché ho trovato un ambiente negli ultimi due anni fatto di uomini veri che hanno sempre remato dalla solita parte. Ma mi mancherà anche il campo e le gioie e le incazzature che solo il campo con una vittoria od una sconfitta ti regala”.
A questo punto della conferenza stampa c’è stato l’intervento di Giuseppe Bini che ha da prima ringraziato Mingazzini per questi anni passati in rossonero e poi invitato tutti a seguire un video sullo schermo che riportava i saluti al popolare “Minga” da parte di suoi ex compagni e suoi ex allenatori fra i quali mister Andrea Mandorlini, mister Davide Ballardini, il portiere della Sampdoria Emiliano Viviano, l’ex difensore del Pisa Rocco Sabato e l’ex centrocampista della Fiorentina Cristian Amoroso.
“Regalo più bello non c’era – è intervenuto al termine Mingazzini visibilmente commosso - Sono stati tutti compagni di viaggio. Voglio spendere una parola per mister Mandorlini perché per me è stato un secondo papà e nella mia crescita soprattutto come uomo ha voluto dire moltissimo. Grande uomo e grande persona”. E’ intervenuto anche Fabrizio Lucchesi che a breve verrà nominato direttore generale: ”Il mio rapporto con Mingazzini non nasce qui a Lucca perché abbiamo già lavorato insieme. Ti faccio i miei complimenti per aver chiuso una tua prima vita calcistica così importante adesso che se ne apre una seconda. Ti invito perciò a rimanere con noi perché per te le porte della Lucchese sono sempre aperte. Dico questo prima che me lo portino via gli altri”.
Prima di finire la conferenza Mingazzini ha voluto fare un ultimo ringraziamento: ”L’ultima cosa è un ringraziamento per il dottor Tambellini che mi ha dovuto sopportare tanto. Magari lui sta in disparte ma per me è una persona che ha voluto dire tantissimo”.
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