Porta Elisa News
giovedì, 20 giugno 2019, 07:48
Tre nodi che potrebbero portare a schiantare ogni tentativo, a prescindere dal pagamento di quanto dovuto, oltre 600mila euro, per gli stipendi arretrati dovuti ai dipendenti, un passaggio obbligato da consumarsi entro il 24 giugno prossimo. A pesare sono il rapporto con l'Agenzia delle Entrare, la vicenda stadio e le modalità del pagamento, come conferma l'avvocato Angelo Massone che ha presentato domanda di concordato per la Lucchese.
"Sono preoccupato e non per quanto da pagare ai tesserati, ho già detto, e ripeto, che Ferrando onorerà gli impegni, il denaro c'è. A preoccuparmi sono altri aspetti".
Ovvero?
"Intanto il debito con l'Agenzia delle Entrate: ci sono poste debitorie non in cartella, quelle aperte abbiano provveduto a chiedere la rottamazione, che devono essere pagate tutte. Ballano 400mila euro, stiamo cercando una soluzione che speriamo arrivi oggi".
Per la fideissione a che punto siete?
"Non è un problema, ci siamo già mossi".
E allora quali sono gli altri?
"La vicenda stadio. Abbiamo ristretto il campo dei possibili impianti alternativi, ma serve che il Comune si attivi: è chiaro che chiedere a una città l'impianto attraverso l'amministrazione comunale non è la solita cosa che chiederla noi. Ci è stato detto che si sono attivati, i tempi sono stretti e comunque c'è da capire se si tratterà di rimanere fuori dal Porta Elisa per qualche mese o per quanto".
E contate di avere una risposta precisa, la vicenda in Comune è all'anno zero?
"Risposte precise, no, ma una volontà politica sì: va capito cosa vuol fare l'amminiatrazione comunale e lo deve dire alla città non tanto a noi".
Per la vicenda dei versamenti per ricapitalizzare la Lucchese che devono essere fatti da soci, come pensate di risolvere?
"In linea teorica se tutto va a posto, Ferrando potrebbe acquisire prima di lunedì la società e dunque versare direttamente. Chiaro che lo farà solo quando la Covisoc avrà sciolto gli altri nodi. Quanto a un versamento tramite soci vecchi, escludo Castelli per motivi di opportunità, non reterebbero che Moriconi, anzi Città Digitali, e Micheloni, ma non ne ho ancora parlato".
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