Porta Elisa News

Tamponi, stadi vuoti e costi: quanti problemi per la Serie C

venerdì, 7 agosto 2020, 19:16

di diego checchi

Come fa una società di Lega Pro a spendere 150.000 euro solo per i tamponi e seguire tutti i protocolli che sono stati adottati per la Serie A e B? I giocatori, per la prima settimana, dovrebbero fare allenamenti individuali e solo dopo i risultati dei tamponi potrebbero lavorare in gruppo. Un problema importante è anche quello che riguarda l'alloggio, bisognerà capire se i giocatori potranno condividere l'appartamento (la camera in ritiro) oppure no. Vi immaginate se 25 giocatori più lo staff dovranno avere una camera singola, anche in questo caso si moltiplicherebbero i costi e poi ci vorrebbe una struttura di una certa dimensione.

C'è poi il tema degli stadi aperti, e anche qui non capiamo perché non si possano aprire con una capienza ridotta in modo da poter mantenere le distanze di sicurezza. Sembra che il problema siano gli assembramenti ai botteghini, ma questo si potrebbero tranquillamente acquistando i biglietti preventivamente magari on-line e facendo entrare le persone a scaglioni programmati. Non dimentichiamo che i mancati incassi al botteghino sarebbero un danno gravissimo. Quello che è certo è che se questo protocollo non cambierà, per le serietà di Serie C o Lega Pro che dir si voglia, sarà un bagno di sangue e noi non comprendiamo come, dal momento che tutte le altre attività sono aperte, non si possa aprire anche gli stadi.




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