Porta Elisa News
mercoledì, 23 settembre 2020, 13:43
di diego checchi
Daniele Deoma è accalorato. Non ne può più di queste situazioni che si stanno verificando e sullo sciopero ha un’idea molto chiara: “Mi dispiace tanto per quei giocatori che sono costretti a stare a casa e che magari non trovano un ingaggio per le liste ristrette a 22. Diciamo che sono favorevole ad allargarle anche un po’, ma sono sbagliati i tempi di questo sciopero. L’AIC non si può svegliare il martedì precedente l’inizio del campionato e indire uno sciopero perché non è giusto. Tutti sapevano di questa cosa anche prima e potevano agire in tempi diversi”.
Ora che cosa si auspica?
“Che la Lega e l’AIC trovino un punto di accordo e che si possa andare in campo, altrimenti salterebbe il sistema calcio. A cosa serve scioperare una sola giornata e ripartire dalla seconda? Se si lotta per una cosa bisognerebbe farlo a oltranza finché non si ottiene qualcosa. La solita cosa è successa per la defiscalizzazione lo scorso anno, quando c’è stata una giornata di sciopero. Non mi sembra sia cambiato niente. Ad ora non sappiamo se domenica dovremo giocare oppure no. Mi sembra una cosa incredibile per non dire di peggio. Spero che entro giovedì ci facciano sapere qualcosa, altrimenti non so cosa dire. Siamo proprio in Italia…”.
Ma qual è la posizione della Lucchese?
“La Lucchese vuole giocare. Ripeto: le cose vanno dette prima”.
E sul pubblico negli stadi che ci dovrebbe essere dal 4 ottobre in Serie C, che cosa ci dice?
“Anche qui non capisco si facciano due pesi e due misure. In Serie A abbiamo visto 1000 persone alla prima giornata, non capisco perché non si possa fare anche in Serie C. Vorrei ricordare al ministro Spadafora che la Lucchese ha il solito protocollo come tutte le squadre di Serie A, B e C e quindi non vedo cosa cambi. Non capisco nemmeno perché in Serie D non ci sia l’obbligo di fare i tamponi ogni 15 giorni. Evidentemente sono persone diverse da noi. Siamo tutti uguali, quindi perché queste disparità?”
Andando alla Lucchese che cosa pensa?
“Che la squadra sta crescendo bene e che non bisogna guardare il lavoro nell’arco di pochi mesi e poche giornate. La Lucchese è un progetto partito l’anno scorso e durerà sei o sette anni. Il nostro obiettivo è quello di fare un campionato dignitoso e ottenere una salvezza tranquilla”.
Per quanto riguarda il mercato, la Lucchese è a posto così?
“Siamo al completo. Ma con questo non voglio dire che se di qui al 5 ottobre ci capiteranno 2 o 3 occasioni per migliorarci, noi non le coglieremo. Come sempre siamo vigili su tutto. In fin dei conti dovremo fare 38 partite in un tempo molto ristretto e quindi ci sarà l’opportunità di giocare e mettersi in mostra per tutti.
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