Porta Elisa News

Nuovo Porta Elisa: il tempo scorre, le risposte latitano

martedì, 28 dicembre 2021, 12:08

di fabrizio vincenti

"Entro trenta o quaranta giorni, diciamo entro fine anno": ci eravamo lasciati con queste parole del sindaco Alessandro Tambellini che, intorno a metà novembre così si era espresso proprio a Gazzetta Lucchese circa i tempi per arrivare a individuare un sì o un no da parte dell'amministrazione comunale sul progetto di rifacimento dello stadio Porta Elisa proposto dalla società rossonera e da Aurora Immobiliare. In quella chiacchierata, il sindaco aveva anche aggiunto che c'era "da armonizzare il percorso tecnico amministrativo" e che la Conferenza dei servizi ha valutato ciò che del progetto risulta essere in linea e ciò non lo è. Stiamo parlando di aspetti tecnico amministrativi, intoppi burocratici. Quali? Non posso dirlo".

Le settimane sono passate, la fine dell'anno si approssima e va rilevato come la stessa Lucchese, che dai primi di dicembre ripetete che a breve presenterà quanto è mancante, ancora non ha adempiuto. In tal senso, si faccia riferimento alle dichiarazioni in successione rilasciate dai massimi dirigenti rossoneri dai primi di dicembre in poi. Situazione di stallo? Non sappiamo, ma sembrerebbe. Come non sappiamo cosa effettivamente manchi per il via libera. In molti parlano di aspetti tecnici, altri di scelte politiche, e in quest'ultimo caso il messaggio apparirebbe più chiaro: le priorità di questa amministrazione sarebbero altre. A partire dal rifacimento del Mercato del Carmine, promesso ormai da "soli" dieci anni.

Tra le questione tecniche, si vocifera che ci siano problemi legati al palo delle antenne telefoniche, ai posti auto disponibili per il nuovo Porta Elisa, al destino della struttura posta dietro la curva Est, agli spazi commerciali (ma qui in realtà la questione dovrebbe essere chiusa da tempo, visto che la Lucchese ha ridotto alla metà gli spazi destinati al commerciale, su questo argomento, peraltro, registriamo il silenzio assoluto della principale associazione di categorie che era alla presentazione del progetto in San Francesco nel giugno scorso, ma che non ha mai commentato sullo stadio). E, ancora, sempre riguardo al progetto, riserve riguarderebbero la copertura finanziaria dell'operazione, problemi che evidentemente non hanno toccato l'amministrazione quando si è trattato di dare in concessione una storica villa liberty aggiudicata a un perfetto sconosciuto con una società appena costituita. 

E qui arriviamo al punto: perché il Comune, pur essendo la conferenza dei servizi ancora in fase preliminare, non concede il pubblico interesse sull'opera, ponendo paletti non valicabili nel caso in cui il progetto vada avanti? Se lo chiedono in tanti, a partire da chi ha dato un occhio a quanto è successo a Milano, dove il sindaco Sala ha concesso il pubblico interesse al nuovo stadio, peraltro in mezzo a un mare di polemiche perché prevederebbe la distruzione di un monumento calcistico qual è San Siro. Cosa ha fatto il sindaco Sala?

Leggiamo insieme un estratto de Il Sole 24 Ore del 5 novembre scorso, a commento della decisione della giunta di Palazzo Marino che ha approvato la delibera per la dichiarazione di pubblico interesse per il nuovo stadio di Milano che prenderà il posto di San Siro: "La giunta del Comune di Milano approva la delibera per la realizzazione del nuovo stadio di Inter e Milan, abbassando radicalmente le volumetrie delle future costruzioni rispetto a quanto auspicato dalle società sportive prima del Covid, quando il dibattito sull’impianto era nel vivo ed erano già stati mostrati possibili progetti ispirati alle realtà internazionali. Già a fine 2019 il consiglio comunale di Milano aveva vincolato il progetto a nuovi adeguamenti, primo fra tutti il ridimensionamento dell’edificabiità, vincolandola ai limiti imposti dal Pgt per tutta la città. E poi alla conservazione di una parte di San Siro, da trasformare in un’area per l’atletica giovanile e il calcio femminile. Due anni dopo, con la riconferma dello stesso sindaco, se ne è tornati a parlare, partendo di fatto dallo stesso punto. Anzi, è proprio la nuova giunta comunale a ribadire che non si potrà andare oltre lo 0,35 di edificabilità, mentre le società sportive ipotizzavano inizialmente di superare lo 0,60. «L’adeguamento dell’indice di edificabilità territoriale a quello massimo previsto dalla Norma del Piano di Governo del Territorioapprovato con riferimento alla Grande Funzione Urbana “San Siro”, pari a 0,35 mq/mq, la riconfigurazione a distretto sportivo dell’area dove attualmente insiste il “Meazza”, con ampia valorizzazione e incremento del verde e l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario nella successiva fase progettuale sono le condizioni a cui la Giunta ha deciso di confermare la dichiarazione di pubblico interesse». Questa la nota diramata da Palazzo Marino".

Dunque, via libera ma a condizioni precise, altrimenti stop. La domanda, per ora senza risposta, è: perché il Comune non prescrive un quadro inderogabile e contemporaneamente dà il via libera all'interesse pubblico nella fase preliminare della conferenza dei servizi, considerando che poi ci sarà la conferenza decisoria? Molte cose continuano a non essere chiare, mentre la vicenda va avanti ormai da anni. E le parole di oltre un mese fa del sindaco, con quel suo "non posso dirlo" non hanno aiutato a dissolvere le nebbie. I ritardi sono di natura tecnica o politica? Si chiarisca, una volta per tutte. 

 




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