Porta Elisa News
domenica, 22 dicembre 2024, 08:47
di alessandro lazzarini
"Abbiamo peccato di presunzione, forse dopo il gol i ragazzi hanno pensato fosse una partita semplice": con queste parole Ivan Tisci, allenatore del Pineto, ha spiegato i cinque minuti in cui la Lucchese si è trasformata nel Barcellona e ha segnato tre gol spettacolari. Quello che ci leggiamo noi è che la Pantera è considerata così scarsa che perfino la squadra di una cittadina più piccola di Porcari, ma con una società molto più strutturata e professionale di quella rossonera, si può permetterle di snobbarla. Questo è il livello di umiliazione a cui il pubblico rossonero, quello che resta, è sottoposto ogni domenica.
Dilungarsi in disquisizioni tecniche e tattiche per raccontare la partita ci sembra francamente del tutto inutile, perché la realtà appare ormai evidente, ovvero se si vuole salvare la categoria la rosa va completamente stravolta col mercato invernale. Quali che siano i motivi, infatti, sembra chiaro che troppi singoli stanno giocando sotto il loro potenziale o non sono adatti alla categoria. I nomi? Si fa presto: tolti Gemignani, Gasbarro, Tumbarello, Quirini e Saporiti, tutti gli altri non riescono a portare un tangibile contributo alla causa. Palmisani è in crisi, non sembra attualmente in grado di reggere il peso di una squadra che lotta per non retrocedere; Fazzi costantemente sacrificato fuori ruolo non riesce a fare la differenza; Visconti ha dato il meglio di sé come mezzala con licenza di inventare nel centrocampo a tre di Pagliuca e Maraia, ma come terzino non incide; Antoni dopo l'ottimo inizio sta forse pagando il salto di categoria; Gucher gran classe però con questi ritmi non può essere competitivo e chissà di quanto tempo avrà bisogno per aumentare il passo; Catanese può dare il suo contributo ma ha bisogno di alternative; Costantino è sempre fuori condizione; Magnaghi stava facendo la differenza ma si è fatto male di nuovo e visti i tempi medi di recupero in vigore alla Lucchese, chissà quando sarà di nuovo in forma; gli altri infortunati lungodegenti non si sa quando potranno rientrare; i giovani, tutti, si sono dimostrati insufficienti o comunque non sono considerati all'altezza da parte dell'allenatore, che praticamente li utilizza solo per disperazione.
Questo è il quadro attuale: la squadra non riesce a far girare il pallone con qualità decente e non riesce a risalire il campo se non con iniziative personali di Quirini o Saporiti, il tutto condito da una difesa che sembra farsi gol anche senza avversari di fronte. Con un altro allenatore possono cambiare le cose, cioè Gasbarro non si smaterializza sui tiri a due all'ora? Palmisani trattiene i palloni? Sasanelli riesce addirittura a stare in piedi? Bene, allora cambiamo allenatore. Altrimenti cambiamo i giocatori, perché così con quel che si vede adesso l'ipotesi di poter raggiungere la salvezza sembra davvero spericolata.
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A distanza di una manciata di giorni dal tracollo di Seravezza, i rossoneri sono chiamati a un pronto riscatto al Porta Elisa contro il Progresso (mercoledì ore 16) anche per non perdere distanze dalla testa della classifica.
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Il tecnico rossonero: "Il 5-0 fa malissimo soprattutto per il modo con cui è venuto. Fa male ma non ci può distogliere dal percorso e dall'obiettivo. Ognuno ha cercato di ripartire, io e i calciatori, dalle nostre certezze.
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Il S.C.D. Progresso Calcio è una storica società di Castel Maggiore (in provincia di Bologna) costituita nel 1919, appena finita la Grande Guerra, grazie al concorso di un gruppo di militari inglesi che erano di stanza nei pressi della località emiliana ed erano in attesa di rientrare in patria.