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“Playing up with Pompey”: quando i tifosi del Pompey decisero di competere con i grandi

sabato, 6 giugno 2020, 08:36

di pablo galligani

Raccontare cos’è stata la 6.57 Crew in poche righe è sicuramente un’impresa tutt’altro che semplice. Stiamo parlando di una delle firm più famose di tutta l’Inghilterra che può essere tranquillamente inserita nella top 5 dei gruppi hooligans inglesi più temuti e rispettati di sempre. Ma andiamo con ordine. Per chi non lo avesse ancora capito, quando si parla di Portsmouth e dei suoi abitanti bisogna tenere bene in considerazione la storia della città (di cui ho già parlato in precedenza) e di come vari avvenimenti storici hanno plasmato la popolazione di questa parte dell’Hampshire.

Come ha scritto Bob Beech nel suo libro “Playing up with Pompey” (uno dei libri dedicati alla 6.57, un altro degno di nota è “Rolling with the 6.57 Crew” di Cass Pennant) : “ La gente di Portsmouth ha qualcosa di speciale, probabilmente perché la città si è sempre trovata in prima linea nel momento in cui il paese era in guerra. Nonostante ciò, Napoleone prima ed Hitler dopo, non sono mai riusciti a distruggerla, questo perché Portsmouth è una città grezza, popolata da gente rude”. Analizzando il pensiero dell’autore del libro si arriva alla conclusione che Portsmouth, essendo una città portuale e militare, è uno di quei posti in cui è facile imbattersi in un’allegra scazzottata nei sabati sera alcolici. Non fraintendetemi, non sto paragonando il porto più importante della South Coast al Far West dei film di Clint Eastwood o John Wayne, anche perché è giusto precisare che si tratta di una città con un tasso di criminalità molto basso se si tiene conto del numero degli abitanti.

Questa premessa serve a dare un’idea del contesto in cui la 6.57 Crew è nata, che come detto è quello di una città dove la cosiddetta “working class” e la Royal Navy mescolati allo spirito battagliero degli abitanti sono sempre stati la vera anima cittadina. Negli anni ‘80 i ragazzi più giovani iniziarono ad organizzarsi in “mobs” e molti di loro erano soliti bere ad un pub chiamato “The Air Balloon”, che sarebbe poi diventato uno dei pub principali della 6.57. In quel periodo in città la moda Skinhead era tornata in voga e tanti di quei giovani che seguivano le sorti del club in casa ed in trasferta appartenevano a questa “subculture”. La nascita della crew la si deve soprattutto a gruppi organizzati che provenivano dalle aree al di fuori di Portsmouth: Salisbury, Fareham (il cui gruppo al seguito dei super blues si chiamava Fareham Urban Guerrillas ed è stato uno dei più famosi) Chichester, Hayling, Porchester e tanti altri.  L’unione di tutti questi gruppi uniti a quelli cittadini formava una crew più che rispettabile.

Era il 1983 ed il Portsmouth si trovava in seconda divisione, i ragazzi di Pompey quella stagione si trovarono davanti ad alcune delle top firms del paese. Chelsea, Leeds, Cardiff e Tottenham erano pronti a riceverli e citando John Payne (autore di un altro dei libri sulla 6.57): “era finalmente arrivato il momento di competere con i grandi”. Il nome 6.57 Crew deriva dall’orario del treno per Londra che i supporters erano soliti prendere tutti insieme quando dovevano affrontare le trasferte più ostiche. Orario ideale per giungere molto prima della partita nella città degli avversari di turno. Gli scontri che sono rimasti nella memoria di tanti ex-membri della 6.57 sono sicuramente quelli con il Millwall, l’odio tra le due tifoserie era (ed è tutt’oggi) tanto grande quanto il rispetto reciproco nel riconoscere la forza dell’avversario. Anche la famosa Inter City Firm del West Ham, gli Zulu (la crew del Birmingham City) e la Soul Crew del Cardiff hanno avuto a che fare con la 6.57 in numerose occasioni.

Un episodio che vale la pena citare accadde nel 1983, Il Portsmouth andava di scena a Newcastle e come di consueto la 6.57 arrivò in città molto prima del calcio di inizio, vista l’assenza degli Old Bill (soprannome per indicare la polizia) l’intento fu quello di andare a bere nel pub dei tifosi locali, un affronto che non ha eguali. Potete solo immaginare come sia andata finire. Gli Scummers (i tifosi del Southampton) sono da sempre tra le rivalità più sentite ma in fin dei conti tutto è scaturito dal fattore geografico. In molti a Portsmouth dichiarano che gli Scummers non meritano rispetto finché non presenteranno una crew di un certo livello, cosa che a detta di molti non è ancora accaduta.

La 6.57, in maniera goliardica, decise anche di fondare un partito e raccolse 455 voti sconvolgendo le sorti delle elezioni cittadine, facendole di fatto perdere al Partito Social Democratico in favore dei Tories. La polizia locale ovviamente non ha mai visto di buon occhio i componenti del gruppo (che comunque erano numerosi) e spesso facevano ricadere su di loro la colpa di alcune risse cittadine. A volte erano accuse infondate, altre volte no. In conclusione, non è in dubbio che il nome della 6.57 si sia legato a quello del Portsmouth FC e che faccia parte della storia della città, tuttavia oggi le cose oltremanica sono assai cambiate. Telecamere, leggi speciali, stadi moderni e tanti altri fattori hanno cambiato il mondo degli hooligans ed hanno fatto sì che l’atmosfera degli anni ‘80 e ‘90 si sia ridotta ad un pallido ricordo. La storia della 6.57 Crew rimarrà però per sempre nella mente di chi l’ha vissuta ed ha avuto l'onore di farne parte nei suoi anni d’oro. 



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