Rubriche : pompey calling
martedì, 17 novembre 2020, 08:17
di pablo galligani
Ammettiamolo, in questo periodo ci sentiamo confusi. Ma anche smarriti, leggermente depressi, annoiati e perché no, pure incazzati. Molto. I bar sono chiusi, i ristoranti pure. Gli stadi non ne parliamo. Ci mancano gli amici che non riusciamo più a vedere, ad incontrare per una birra, per due chiacchiere o per una passeggiata. Gli amici che sappiamo essere confusi ed incazzati come noi. Ormai è un lusso sentirci al telefono. Ci verrebbe voglia di mollare tutto, rinchiuderci nel nostro limbo fatto di letture, ricordi, sogni. La normalità ad oggi sembra solo un lontano ricordo. A voler essere proprio pessimisti verrebbe da citare il buon Cicerone: “Mala tempora currunt sed peiora parantur”. Poi però pensi che c’è una vita davanti ed allora provi a scuoterti. Il conforto può venire solo dalle persone vicine, dagli amici, da chi mantiene la voglia di combattere e soprattutto di spronarti a credere che torneremo ancora a scherzare e ridere come non molto tempo fa, quando mascherine, gel igienizzanti, autocertificazioni e coprifuoco non facevano parte della nostra quotidianità. Mi viene quindi da riportare un’altra citazione del caro Marco Tullio, questa volta però leggermente più ottimista: “Dum spiro, spero”. Che c’entra il calcio con tutto questo? Tanto o forse nulla. Chi ha frequentato gli stadi, curve o gradinate o se preferite le terraces, sa bene che attraverso la passione per la squadra, il tifo, le trasferte, nascono spesso amicizie e legami che durano tutta una vita e che restano saldi anche quando il calcio non ti dice più nulla, soprattutto se per calcio si intende ciò che viene propinato adesso con stadi vuoti o al massimo con un numero limitato di spettatori zombie. Pensare allora ad una intervista con un amico che da Portsmouth segue regolarmente le vicende rossonere, un tifoso old style che a Lucca ormai tutti conoscono ed al quale siamo legati da amicizia ed affetto fraterno, è un grande piacere. Un’ occasione per salutare lui e tutti i ragazzi di Pompey del suo gruppo: Steve Tucker.
Ciao Steve, come stai prima di tutto e come stanno gli altri? Riuscite a vedervi?
"Stiamo bene grazie, per quanto si possa star bene in questo periodo orribile. Ci siamo incontrati allo Shepherds dove Simon ha trasmesso le partite in streaming finché è stato possibile, adesso tutti i locali sono stati nuovamente chiusi per il secondo lockdown".
Che situazione c’è adesso in Inghilterra relativamente all’emergenza Covid e cosa pensano i cittadini inglesi? Il Governo sta aiutando le imprese e lavoratori? Se sì, in che modo?
"Stiamo attraversando il secondo lockdown da una settimana e mezzo. Il governo paga l’80% del salario a tutti quei cittadini che non possono lavorare a causa delle restrizioni. Questo è buono, ma non ho dubbi che il prossimo anno le nostre tasse aumenteranno per ripagare tutto ciò. Fortunatamente per adesso io ed Ali abbiamo avuto la possibilità di lavorare durante entrambi i lockdown. Molte persone sono esauste della situazione e si stanno chiedendo se tutto questo sia stato studiato per portarci via parte della nostra libertà".
Sul fronte calcistico il Pompey sta andando bene ma gli stadi naturalmente sono chiusi. Come state vivendo questo momento da tifosi incalliti quali siete? So che tu avevi iniziato a seguire la Non League, che atmosfera c’era?
"È veramente difficile non poter andare allo stadio quando sei lì a due passi nel pub a vedere la partita. Alcuni di noi hanno iniziato a seguire il Fareham Town. Questo ha aiutato a sopperire la mancanza dello stadio ma non è assolutamente come andare a Fratton Park. L’atmosfera non è un granché ma un buon numero di vecchi membri della FUG (Fareham Urban Guerrilas) si ritrova per i match ed è una buona occasione per fare due risate insieme. Inoltre nella Non League puoi tranquillamente bere per tutta la partita. Non so se lo sapete ma a noi di Pompey/inglesi piace molto bere, quindi questo è un buon motivo per seguire il Fareham".
Che previsioni fai per il ritorno dei tifosi allo stadio in Inghilterra?
"Sinceramente non ho idea di quando sarà possibile tornare allo stadio. Purtroppo non mi sorprenderebbe non mettere piede a Fratton Park per questa stagione".
A dicembre saresti dovuto venire a Lucca con gli altri per la trasferta di Livorno ma sfortunatamente non sarà possibile. Che messaggio vuoi inviare ai tanti amici che hai a Lucca?
"Quando abbiamo visto che il Livorno era retrocesso abbiamo festeggiato pensando che saremo potuti andare ad assistere ad un altro derby toscano, purtroppo questo ci è stato negato. Due stagioni fa 9 di noi erano presenti insieme a voi per la trasferta di Pisashit e nel viaggio di ritorno in Inghilterra eravamo tutti d’accordo che quella giornata entrasse di diritto nella top 10 dei nostri football days. Considerato che siamo gente che segue il calcio da più di quaranta anni ciò dimostra non solo quanto siamo rimasti impressionati dalla vostra passione per la Lucchese ma la stessa passione si è trasmessa a noi. Ci mancano davvero i nostri viaggi a Lucca, quello che posso dire ai tifosi e agli ultras di tutti i gruppi della Curva Ovest è che quando questa merda sarà finita ci ritroveremo tutti insieme a bere birra. Ci mancate fratelli e sorelle lucchesi. Abbiate cura di voi, presto verranno tempi migliori".
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