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La merla della Pantera

martedì, 2 febbraio 2021, 16:16

di emanuela lo guzzo

La leggenda popolare dice che se i giorni della merla sono freddissimi, allora la primavera sarà bella. Appigliarsi a pensieri positivi per il futuro è l’unico modo per non cedere all’amarezza e allo sbigottimento per l’ennesima delusione a domicilio in uno scontro diretto fondamentale e in cui invece il risultato non è mai in discussione. Dimenticare. Voltare pagina. Strapparla. Sotterrarla nella memoria da dove inevitabilmente riemerge l’elenco delle occasioni perse, degli appuntamenti mancati che costellano la storia della Pantera. Un classico. Un dispiacere di cui il popolo rossonero conosce bene il sapore amaro. Il Novara che passeggia al Porta Elisa come fosse in via Fillungo è una punizione che l’ambiente non merita. La mancanza di concentrazione e la distrazione non hanno niente a che fare con i limiti tecnici o tattici e il fatto grave non è la sconfitta – sebbene i tre punti valessero oro -, ma il tradimento di giocatori che affrontano un impegno di tale importanza con le gelèe alla frutta al posto del coltello tra i denti, che subiscono un gol e si guardano le punte dei piedi. Che nella settimana in cui il loro tecnico è stato colpito da un grave lutto, non riescono a cogliere l’opportunità di alleggerire, anche se in minima parte, l’avvilimento intimo e personale del loro timoniere con una soddisfazione sul campo. A Lucca ci si aspetta sempre dai calciatori quel qualcosa in più sul piano della personalità e della mentalità che in questa stagione invece si intravede a intermittenza. L’atteggiamento visto domenica non è di certo quello di giovani desiderosi di riscattare una classifica disastrosa. Gli ultimi risultati utili e la vittoria di Crema avevano permesso di nascondere, come la polvere sotto il letto, i limiti di una squadra costruita male e corretta peggio, ma non di annullare gli errori di inesperienza - e forse anche un po’di presunzione - di una società impreparata al calcio professionistico che ci si augura possa riuscire a raddrizzare il tiro. I giorni della merla hanno portato il gelo al Porta Elisa, ma da mercoledì a Grosseto ci si aspetta, senza ulteriori indugi, la primavera della Pantera. 



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