Rubriche : romanzo rossonero

Aspettando il solstizio

mercoledì, 9 dicembre 2020, 08:42

di simone pellico

La gioia per la prima vittoria rossonera nel campionato dura il tanto di un alleluia. Nemmeno il tempo di ringraziare i vari santi scomodati durante il lungo calvario di sconfitte. Nemmeno il tempo di far camminare le speranze appena nate, di impacchettarle nei regali da mettere sotto l’albero e scartare a Natale. Non arrivano all'Immacolata e l'albero del buon auspicio viene fatto sul terreno di un cimitero di illusioni. La vittoria contro il Pontedera infatti casca come la mela di Newton, schiacciata a terra dalla forza della gravità. 

E grave la situazione lo è davvero, una tonalità di colore più scura del grigio della maglie dell’Alessandria, che va via da Lucca con tre punti come souvenir. Per rendere meno grigio il grigio lucchese, occorre ritornare alle immagini in bianco e nero. Per esempio alla stagione 1947/48, con la Pantera neopromossa in serie A. Quell’anno l’Alessandria andò via dal Porta Elisa con una sconfitta, una di quelle che ne segnò la retrocessione in B. 

La Lucchese, invece, si salvò, arrivando sopra Roma e Sampdoria. Durante la stagione si levò la soddisfazione di vincere contro il Milan e di pareggiare con Inter, Juventus e il Grande Torino, poi campione. L’Alessandria dal Toro ne prese invece 10, subendo il più alto passivo della serie A a girone unico. E scivolò in serie cadetta tenendo per mano Salernitana, Vicenza e Napoli.

Era la Lucchese della serie A, della salvezza e di Ugo Conti, che segnò 19 gol. Ma era una stagione comunque tormentata. Accanto alla soddisfazione finale arrivarono pesanti passivi, sopratutto nella prima parte della stagione. Furono cambiati tre allenatori. E’ da disperati cercare di cogliere assonanze divinatorie e fauste, ma è sicuramente disperato l’amore rossonero. E quindi nel gioco dei richiami, vediamo che la Lucchese di oggi è neopromossa, ha cambiato già due allenatori e cerca la salvezza. 

Una salvezza forse da scrivere con la esse maiuscola, un anelito di trascendenza che invade il divino. E proprio in questo periodo il divino e il terreno si sfiorano le labbra mossi dal vento della ciclicità. Gli opposti si confrontano, l'inferno può sciogliersi in un principio di paradiso. Mancano due settimane al solstizio, si avvicina la notte più lunga dell’anno. Dal buio nascerà la luce, l'aurora tanto attesa. La notte della Lucchese è già buia pesta, Pontedera abbiamo capito che non era una stella polare, ma una stella cadente. Riuscirà la Pantera a rinnovarsi con il sole del nuovo giorno?



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